I campi da Golf più ricercati e apprezzati al mondo

Campi da Golf

Il golf è uno sport all’aria aperta, comparso per la prima volta in Olanda ma che è diventato molto popolare in Scozia, i cui abitanti lo considerano uno sport nazionale. Il Golf è molto conosciuto e apprezzato anche negli Stati Uniti d’America e nel Regno Unito e, non a caso, alcuni dei campi da Golf più belli si trovano in questi paesi.
Cerchiamo di capire quali sono i campi da Golf più ricercati e apprezzati al mondo, sulla base delle opinioni e delle critiche di alcuni giocatori, professionisti o non. L’ordine non è quello della classifica ufficiale di “Golf Digest”, il mensile dedicato interamente a questo sport, perché le preferenze dei giocatori cambiano spesso e, di conseguenza, cambia anche la classifica.
Uno dei migliori campi da Golf è considerato il Pine Valley Golf Club, un posto esclusivo, a sud di New Jersey (USA), frequentato da 1300 membri da tutto il mondo. Il campo ha circa 6453 metri (7057 Yards) e una particolarità: le linee che uniscono i buchi non sono mai parallele a quelle successive e i giocatori non sono in grado di vedere gli altri buchi dove si sta giocando. La lista dei membri è segreta e non si può giocare su questo campo se non siete invitati da un membro del club o se siete donne (fa eccezione la domenica pomeriggio).
Anche Augusta National, USA è un club esclusivo con un campo disegnato da Bobby Jones, che ha anche ideato il torneo maschile di golf professionistico “The Masters” e che, da allora, si gioca annualmente su questo campo.
Un altro prestigioso campo da Golf è Cypress Point Club, in USA. Progettato nel 1928 dal rinomato designer Alister Mackenzie, questo campo è famoso per le tre buche che si affacciano sull’oceano.
Lasciando gli Stati Uniti, ci spostiamo in Irlanda del Nord, a Newcastle, dove si trova il Royal County Down. Il campo non solo è bellissimo ma chi ha avuto il privilegio di giocare sul suo manto erboso lo definisce molto divertente e in grado di mettere alla prova le abilità dei giocatori.
Da questo elenco dei campi più belli da Golf, non può mancare Shinnecock Hills, USA. Aperto nel 1892, è stato il primo club di Golf ad ammettere le donne.
A questi si aggiungono il Royal Dornoch (Scozia), St. Andrews Old Course (Scozia), Muirfield (Scozia), Royal Melbourne (Australia), Pebble Beach (USA) e l’Oakmont Country Club (USA).

Dalla Nuova Zelanda…Rugby, Tatoo e Haka

Rugby Nuova Zelanda

Un viaggio in Nuova Zelanda non può prescindere dalla curiosità e dal desiderio di conoscere le tradizioni del popolo indigeno dei Maori che vive nel nord dell’isola, in Polinesia. Ricordate quello strano modo di salutarsi, sfiorandosi ripetutamente il naso? Non è solo il saluto degli eschimesi, ma è anche il modo di darsi il benvenuto di queste tribù che sono molto numerose in Nuova Zelanda, tanto da rappresentare il 14% della popolazione. Come ogni popolo, anche i Maori hanno tradizioni particolari, che possono apparirci bizzarre, ma sono parte integrante della loro civiltà. Gli appassionati di rugby avranno probabilmente visto in tv uno strano rito messo in scena dalla squadra nazionale neozelandese degli All Blacks. Si tratta della danza tipica dei Maori, denominata Haka. Non si tratta solo di un ballo guerresco, nonostante le mosse arrembanti e l’uso di armi, ma di una danza generalmente praticata per salutare l’arrivo di qualcuno nei villaggi. Gli All Blacks di solito prediligono quella denominata “Ka Mate”. Mentre i giocatori di rugby praticano il rito in abbigliamento sportivo, nei villaggi Maori la danza si svolge a torso nudo, con le tipiche gonnelline di paglia, copricapo simbolici e lance impugnate. Tutti i Maori, poi, sono tatuati, altra tradizione locale imprescindibile. L’applicazione di un tatuaggio rappresenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta e ogni simbolo impresso nella pelle sta a significare un preciso avvenimento nella vita di ciascuno. Gli uomini sono tatuati sul cranio, su tutto il viso e possono farsi coprire anche la schiena, anche perché un tattoo maori è praticamente infinito e viene ampliato nel corso dell’esistenza di ognuno con elementi simbolici rappresentativi di fatti salienti. Le donne sono generalmente tatuate nella parte bassa del viso, sotto le labbra, sul mento o sulla fronte e la simbologia di questo disegno è l’amore che le lega indissolubilmente al loro compagno guerriero. Tutti i tatuaggi sono realizzati da maestri che utilizzano l’awheto, l’estratto di un fungo particolare e si dividono, a grandi linee, in Enata ed Etua: i primi sono rappresentativi di uno stato sociale, di parentele e delle origini; i secondi hanno carattere spirituale o religioso. I tatuaggi Maori più complessi, che tracciano la genealogia, si chiamano Tā moko: sono ottenuti moltiplicando i koru, che sono le classiche spirali che rappresentano le foglie di una pianta tipica dell’isola. Se avete in programma un viaggio in Nuova Zelanda e amate i tatuaggi, sappiate che sarà difficilissimo farsi tatuare in loco ed è vietato richiedere un moko perché la simbologia è a solo uso e consumo del popolo locale. Potrete optare per la categoria dei kirituhi, quella non riservata ai guerrieri delle tribù. Perché non pensate a un piccolo delfino, simbolo di gioia, a un geco che indica la rigenerazione o a una manta che rappresenta la libertà? buy cialis shoppers drug mart where can i buy cialis

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Immersioni nei mari più belli del modo, le barriere coralline più affascinanti

Immersioni

Le barriere coralline sono delle formazioni subacquee, di natura rocciosa, costituite da un insieme di sedimenti che provengono dagli scheletri calcarei degli animali polipoidi e dei coralli. La loro presenza ha modificato il fondale marino, creando lagune e isole anche nei mari più profondi. Vacanze in Testa vuole farvi conoscere alcuni dei mari più belli del mondo e vi descrive, in poche parole, le barriere coralline più affascinanti.
Quando si parla di barriere coralline, non si può fare a meno di ricordare la più grande barriera corallina del mondo, che si trova in Australia, lungo la costa del Queensland. I suoi 2300 km di fondali, sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e, immergendovi nelle sue acque, potrete incontrare più di 300 banchi corallini, 1500 specie di pesci, 400 tipi di coralli e 400 varietà di molluschi. Questa barriera corallina è talmente grande che si vede anche dallo spazio.
Un’altra barriera corallina che Vacanze in Testa vi consiglia di visitare è quella del Belize. Il paese è minuscolo ma, difronte alle sue coste, c’è la più grande barriera corallina dell’emisfero boreale, superata solo da quella australiana, che ospita anche molte specie in via di estinzione. Potrete fare snorkeling lungo la costa o diving in alcuni dei migliori siti per le immersioni, come il Blue Hole o Lighthouse.
Un altro posto dichiarato, nel 2008, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è la barriera corallina della Nuova Caledonia. Con i suoi 1500 km, la barriera offre agli amanti di diving e snorkeling l’opportunità di ammirare le tartarughe verdi e il Dugong dugon, altri animali in via d’estinzione.
Altre barriere coralline che Vacanze in Testa vi consiglia di visitare sono quelle del Atollo di Aldabra (Seychelles), quella di Abrolhos (Brasile), con i suoi coralli fungo, Bahamas, Mar Rosso, l’Atollo Carolina (Repubblica di Kiribati), le isole Raja Ampat (Papua Occidentale, Indonesia), Sipadan Island (Malesia), Palau (Micronesia – Oceano Pacifico), Bonaire – Mar dei Caraibi, Namena (Fiji) e Niihau (Hawaii).
Ma le barriere coralline non si trovano solo nei mari caldi del pianeta. All’interno del Circolo Polare Artico, in Norvegia, si trova il Røst Reef, il sistema corallino più grande del mondo formatosi in acque fredde. Con una superficie di 120 chilometri quadrati e situato a 400 metri di profondità, il sistema corallino delle isole Lofoten è ricco di piante e animali. In questo reef non è possibile fare diving, data la sua profondità.

I vini Californiani e i Vini Sudafricani

Vigneti sudafricani

Vacanze in Testa è al fianco dei propri clienti per organizzare viaggi di nozze indimenticabili ed unici. La pluriennale esperienza nel settore turistico, che vanta questa agenzia moderna e dinamica, le permette di organizzare ogni minimo particolare con cura e precisione. Le richieste dei clienti vengono soddisfatte e l’impegno profuso permette ad ogni coppia di vivere il “suo” viaggio di nozze. Vacanze in Testa è in grado di offrire consulenze mirate per ogni esigenza e la qualità dei suoi servizi è ampiamente riconosciuta.
Per esempio, se una coppia desidera organizzare un romantico viaggio di nozze in California, la perfetta organizzazione dell’agenzia Vacanze in Testa giungerà a fornire indicazioni sui vini tradizionali di questa regione, per accompagnare e gustare ancora meglio i piatti caratteristici californiani.
Forse non tutti sono a conoscenza che la California è il quarto produttore di vino del mondo dopo Francia, Italia e Spagna e fornisce circa il 90% del vino consumato negli Stati Uniti. Come accade in Italia, le differenze climatiche e di suolo fanno sì che vengano prodotte innumerevoli qualità di vino. I vini californiani hanno sapori morbidi e profumi fruttati. Altra caratteristica dei vini californiani è costituita proprio dalla varietà di popolazioni e di culture presenti nella regione; per questo motivo i vini vengono influenzati dalla varietà dei ceppi di immigrazione, uniti alla diversità delle tecniche produttive. La Napa Valley, la maggiore zona vinicola californiana, come pure tutte le altre zone, hanno una storia produttiva recente. A metà del 1800 i tedeschi importarono il vino, seguiti da italiani e francesi. I vitigni californiani più famosi sono: Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Zinfandel, Francese Colombard, Merlot, Pinot grigio e Pinot nero. I vini più conosciuti ed apprezzati sono senz’altro i rossi, molto adatti ad accompagnare le succulente bistecche tipiche di questa zona!
Facendo un salto e spostandoci in Sud Africa per accontentare altre coppie desiderose di un viaggio di nozze unico, troviamo una realtà vinicola diversa. Infatti, la scoperta della produzione vinicola in Sud Africa a livello mondiale è piuttosto recente a causa degli embarghi commerciali conseguenza dell’Apartheid. I vitigni sudafricani utilizzano uve quasi esclusivamente di provenienza francese. Tuttavia, un’eccezione è rappresentata dal Pinotage, un vitigno locale, che è un incrocio tra il Pinot Nero e il Cinsaut e che fa nascere vini molto conosciuti.

Viaggi su due Ruote

Viaggi su due ruote

Se sei un appassionato di bici oppure di moto sicuramente conoscerai tutte le emozioni che possono darti i viaggi sulle due ruote. Se quindi sei un lettore di questo blog Vacanze in Testa avrai certamente il piacere di leggere e di provare almeno per un po’ quelle entusiasmanti sensazioni di un percorso fatto in sella a un mezzo con due ruote.
Vacanze in Testa oggi ti porta nel mondo affascinante e unico delle due ruote: una passeggiata o un viaggio sulle due ruote, che sia un’esplorazione di suggestivi sentieri in mountain bike oppure un’elettrizzante corsa in moto per le strade di montagna, sicuramente è in grado di offrirti sempre una fortissima sensazione di libertà e di autonomia che nessun altro mezzo di trasporto può darti. Il turismo a due ruote nasce dalla passione per l’avventura e per la scoperta di luoghi impervi e sconosciuti oltre che dalla voglia di sperimentarsi in viaggi affascinanti e fuori dal comune. Con una bici o una moto puoi raggiungere luoghi inesplorati, ammirare splendidi paesaggi da alture irraggiungibili con altri mezzi, facendosi accarezzare dal vento o dalla brezza dell’aria salubre e incontaminata.
Il vantaggio della moto è anche quello di consentirti di evitare lunghe file di traffico e di visitare suggestive e antiche località o affascinanti paesini senza avere il problema del parcheggio.
La mountain bike invece ti consente di percorrere sentieri e raggiungere luoghi dove nessun altro mezzo può portarti, per godere della tranquillità della natura incontaminata a stretto contatto con splendidi oasi di verde e con animali o uccelli rari che altrimenti non potresti ammirare.
Ma occorre anche essere prudenti se si vuole godere di tanta bellezza. Viaggiare su un mezzo a due ruote è tanto attraente e seducente quanto può essere rischioso se non si prendono i giusti accorgimenti indossando tutti gli accessori di sicurezza: dal casco ai giubbotti con protezioni, dai guanti agli occhiali e altro ancora.
Se sei solo ad avere questa passione o se comunque vuoi viaggiare con altri appassionati delle due ruote, esistono molti siti che organizzano viaggi in bici o in moto anche in paesi molto lontani. Vacanze in Testa ti consiglia di programmare un itinerario e unirti a persone che condividono lo stesso entusiasmo per le due ruote sia per una maggiore sicurezza che per affrontare un’esperienza di gruppo che può regalarti momenti speciali con nuovi amici da raccontare al ritorno agli amici di sempre.

Ricette e cucina esotica

Cucina esotica

Voglia di viaggiare verso terre lontane non solo con la mente ma anche con il palato? La parola chiave è contaminazione: oggi si parla molto di cucina fusion per la quale è fondamentale la sintesi in un unico piatto di ingredienti appartenenti a tradizioni culinarie differenti. Si tratta di una concezione innovativa di cucina esotica che non solo si basa su sapori alimentari di tradizioni diverse dalle nostre, ma ne mescola le materie prime con creatività per realizzare nuove proposte inedite, fantasiose e gustose. Tutti possiamo improvvisarci cuochi fusion, perché nulla in questo campo è scritto e deciso, ma tutto è aperto a infinite possibilità di incrocio, commistione e accostamento, in nome di un principio sempre più diffuso: quello dell’interculturalità. Le inflessioni della cucina esotica allora possono felicemente unirsi a una base di cucina tradizionale nostrana. Qualche esempio? Pensate ai maki con gorgonzola, cavolo cinese e sfoglia piccante; ai noodles con pollo, gamberi e cavolo cinese conditi con arachidi e germogli; al sushi di bresaola; al cous cous all’italiana con pomodoro e mozzarella e immaginate una vostra ricetta speciale. Noi oggi per i più golosi proponiamo una squisita variante di un dolce italiano, che integra le tradizioni di Italia, Francia e Giappone per un risultato davvero unico: si tratta del tiramisù al tè verde. Dovete preparare proprio tutto, anche i savoiardi, e guarnire il dolce con un altro dolce, i macaron. Per la preparazione dei savoiardi dovete montare i tuorli e gli albumi di 3 uova separatamente con 50 e 40 g di zucchero e unire poi i composti a 45 g di farina 00 e a 45 g di maienza setacciate. Predisporre la forma dei biscotti e cuocere a 180° per 15 minuti. Preparate intanto i macaron al tè verde, frullando 30 g di mandorle con 30 di zucchero e 6 g di tè verde rigorosamente giapponese. Montate 30 g di albumi con 30 g di zucchero e incorporate il composto di mandorle. Preparate sulla teglia le forme dei macaron, lasciate riposare per un’ora, quindi infornate a 130° per 15 minuti. La crema al mascarpone è quella tradizionale con 2 tuorli mescolati a 40 g di zucchero e 10 cl di marsala, cui vanno uniti 125 g di mascarpone e la meringa fatta con 2 albumi e 30 g di zucchero. Giunto il momento della preparazione finale, si consiglia di utilizzare bicchierini singoli disponendo sul fondo un savoiardo bagnato con tè verde, su cui versare un primo strato di crema di mascarpone e così via. Guarnire con macaron e gustare questa rivisitazione davvero deliziosa! viagra per pill cost cheap brand viagra 100mg

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Le Perle della Polinesia

Polinesia

La Polinesia, un territorio ricco di bellezze paesaggistiche mozzafiato, è famosa anche per essere la patria delle celebri perle nere. Apprezzate da tutte le donne, in ogni tempo e in ogni angolo del mondo, le perle nere sono una varietà unica al mondo, che, per svilupparsi, necessita di un ambiente lagunare cristallino e incontaminato, come quello offerto dalla Polinesia Francese. Le perle nere sono molto rare perché prodotte esclusivamente da una qualità di ostrica presente nel Pacifico, dalla quale ha avuto origine, in Polinesia, la coltivazione delle perle varietà Pinctada Margaritifera.
Nonostante il loro nome, le perle nere esistono in differenti tonalità e sfumature, che possono abbracciare dal blu al viola melanzana, dal grigio al verde e anche al rosa molto tenue. La loro coltivazione avviene all’interno di ceste posizionate sui fondali della laguna polinesiana e il loro sviluppo è dovuto all’introduzione di un corpo estraneo all’interno del mollusco, che può essere anche semplicemente un granello di sabbia. L’ostrica infatti, per difendersi dall’intruso, lo avvolge con numerosi strati di madreperla, con un processo che dura circa 5 o 6 anni e che si conclude appunto con la creazione della perla. Essendo prodotte da ostriche particolarmente delicate, che spesso muoiono prima di riuscire a terminare il lungo processo che porta alla formazione della perla, le perle nere sono particolarmente rare, ambite e anche costose.
Le più grandi coltivazioni di queste perle, definite Farm Perlier, si trovano attualmente nell’arcipelago delle Gambier, nelle Tuamotù e in alcune isole della Società, come Tahaa, Huahine e Raiatea.
Chi decide di acquistare una perla nera deve pensare ad una corretta conservazione per evitare che la bellezza di questo prezioso dono della natura diminuisca con il trascorrere del tempo. Per una corretta conservazione, le perle necessitano di un certo grado di umidità, pertanto bisognerà evitare un’eccessiva disidratazione provocata ad esempio dalla permanenza troppo prolungata all’interno di tessuti in cotone. Inoltre le perle non sopportano le temperature troppo elevate, che superano i 100°C, e vanno per questo conservate lontane da eventuali fonti di calore.
Coloro che sono interessati all’origine e allo sviluppo della perla nera saranno sicuramente affascinati dal Museo della Perla presente sull’isola di Tahiti, che ripercorre la storia millenaria di questo desideratissimo gioiello, proponendo anche numerosi approfondimenti sulle tecniche di lavorazione e di coltivazione.

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